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08 gennaio 2018

Così dal 2018Per il latte le prospettive sono buone

Le previsioni della Commissione europea per il settore primario fino al 2030 Diminuzione costante dei seminativi, soia e barbabietola in crescita

ildebrando bonacini

In occasione del passaggio tra il vecchio ed il nuovo anno la Commissione europea ha prodotto un documento di previsione sullo sviluppo dell’agricoltura Ue con un orizzonte temporale fino al 2030. Ne riportiamo una sintesi per i comparti che interessano principalmente l’area padana, cioè seminativi, latte e carne. Con alcune avvertenze sottolineate dagli autori. Il rapporto si basa su alcuni principi di base: una certa stabilità economica ai livelli attuali, un incremento moderato del prezzo dell’energia e segnatamente del petrolio, stimata fino a circa 90 dollari al barile al 2030, uno sviluppo delle risorse energetiche derivanti da fonti rinnovali e dunque che hanno una diretta ripercussione diretta sull’attività agricola, riforme della Pac in linea con le impostazioni attuali, e una certa attenzione agli aspetti ambientali, condizioni meteo-climatiche normali e normale funzionamento dei mercati internazionali.

settore cerealicolotrainato dall’export

Per i seminativi, tenuto conto che negli ultimi anni la superficie europea ha visto una diminuzione costante, si prevede una continuazione di questa tendenza, anche se inferiore rispetto al passato. Al 2030 si stima un totale di 172 milioni di ettari. I prati permanenti dovrebbero restare stabili, in linea con l’impostazione della politica agricola. La produzione cerealicola è prevista in aumento fino a 341 milioni di tonnellate, trainata da una buona domanda dei mangimi e dell’esportazione nonché da un incremento dell’uso di cereali nell’industria. Le scorte dei cereali in Europa dovrebbero scendere sotto i livelli attuali, soprattutto per frumento ed orzo. Ciò nonostante le quotazioni non avranno significativi passi avanti: si stimano valori tra i 170 ed i 195 euro per tonnellata. E’ previsto un incremento di alimenti proteici di origine vegetale per cui appaiono migliori le prospettive della soia, quanto meno in termini di superficie coltivata. Così come quelle della barbabietola da zucchero che beneficerà della fine delle quote zucchero; per questo la produzione Ue aumenterà fino al 12% e l’Unione europea diventerà un esportatore netto. Buone anche le prospettive del pomodoro sia come prodotto fresco che trasformato spinto da un crescente interesse per lo stile di vita mediterraneo.

Sull’utilizzo dei seminativi per la produzione di biocarburanti le prospettive non sono chiarissime anche se gli indirizzi della Pac sono per il mantenimento della linea attuale. Il loro sviluppo è molto legato a politiche più generali relative agli indirizzi energetici non solo della Ue ma ad esempio anche di quanto faranno i paesi maggiori produttori di petrolio.

nel lattiero caseariosi guarda alla cina

Nonostante le difficoltà incontrate negli ultimi anni, la domanda crescente globale e comunitaria dovrebbe sostenere i mercati del latte a livello mondiale nel lungo periodo. Per contro persisterà una certa variabilità dei prezzi del mercato mondiale con i conseguenti squilibri, possibili anche nel breve termine. La previsione è che il commercio mondiale di latte intero in polvere, latte scremato in polvere, formaggio e burro crescerà in media di 1 milione di tonnellate di latte equivalente all’anno. Valore significativamente inferiore alla crescita media registrata per quasi tutti i prodotti negli ultimi 10 anni. L’unica eccezione è il burro, per il quale il commercio si espanderà più velocemente che nell'ultimo decennio. La Cina resterà il principale importatore mondiale di prodotti lattiero-caseari. Si prevede che le spedizioni verso la Cina aumenteranno considerevolmente, anche se in misura minore rispetto al passato. L’Ue fornirà quasi il 30% dell’aumento della domanda mondiale di importazioni di latte intero in polvere, latte scremato in polvere, formaggio e burro. Includendo il siero di latte in polvere e i prodotti lattiero-caseari freschi, l’export dell’Ue crescerà in media di oltre 400. 000 tonnellate di latte equivalente all’anno. Per contro si stima sia necessario un incremento di 900.000 tonnellate di latte all’anno per soddisfare la crescita nell’uso interno dell’Ue, soprattutto per usi caseari, prodotti per l’infanzia e concentrati di proteine e siero di latte, utilizzati in preparati alimentari.

cambieranno i sistemidi produzione

La produzione di latte, sostenuta anche da un incremento della domanda, aumenterà di circa l’uno percento l’anno (o 1,4 milioni di tonnellate), crescita considerata moderata visto che l’Ue ha aumentato le consegne di 10 milioni di t in 2 anni tra il 2014 e il 2016. Tuttavia, dal momento che l’Ue sarà in concorrenza con la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti, questo livello di crescita corrisponde al potenziale aumento richiesto. Lo spazio per l’Ue per aumentare la produzione è limitato dalla richiesta di un uso sostenibile delle risorse naturali. Tuttavia, lo stesso vale per i suoi principali concorrenti. Allo stesso tempo, si assisterà a graduali cambiamenti nei sistemi di produzione e un aumento significativo della produzione biologica in risposta alle aspettative dei consumatori.






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