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Storia

La Libera Associazione Agricoltori Cremonesi nasce il 30 aprile 1945 in sostituzione della cessata Unione Agricoltori di Cremona. Quest'ultima era un'affiliata della Confagricoltura ed era stata creata fin dal 1934 quando a tutte le confederazioni era stato imposto di avere strutture gerarchiche che ricevessero la loro investitura dall'alto.

La sede scelta è la stessa nella quale la federazione degli agricoltori svolgeva la propria attività durante il periodo fascista e si affaccia sulla piazza del Comune. Tale edificio, sorto nel 1932, grazie all'apporto forzoso imposto dalla confederazione fascista, che prevedeva una trattenuta pari a 1 kg di frumento ogni 100 kg a tutti gli agricoltori che consegnavano tale prodotto all'ammasso, è stato riacquistato dagli agricoltori cremonesi dopo la guerra, in quanto era stato precedentemente confiscato dal regime.

Alcuni mesi dopo la costituzione, l'Associazione scelse di esprimere e far sentire la propria voce creando una pubblicazione quindicinale, "Rinascita Agraria", che contribuì a chiarire le inesattezze e le calunnie che nel primo dopoguerra venivano rivolte agli agricoltori da parte di alcuni giornali e partiti politici. Scopo principale del periodico fu quello di indirizzare e confortare i lavoratori della terra sulla difficile via della ricostruzione.

Attraverso questo periodico la Libera ha sempre cercato di creare un collegamento con i propri associati, fornendo loro informazioni di tipo sia tecnico che economico-sindacale. Il primo presidente fu Alfredo Camozzi; gli successero Giannino Ferrari e Francesco Achilli. Quest'ultimo, considerata l'estrema divergenza nel modo di intendere la tutela degli interessi delle parti agricole, decise nel 1956 di far uscire la Libera dalla Confagricoltura, pur mantenendo con essa stretti rapporti; La Libera è stata, ad oggi, l'unica organizzazione in Italia a vivere una propria indipendenza.

Il motivo scatenante di tale separazione fu appunto che mentre la Libera era fortemente rappresentativa della realtà degli agricoltori, l'organizzazione madre parteggiava per la proprietà fondiaria, creando attrito nella gestione dei rapporti tra la proprietà fondiaria e la realtà dei fittabili (all'epoca molto rilevante). Anche a seguito di questi eventi la provincia di Cremona è stata la prima ad avere separata l'Associazione Proprietari Fondi Rustici Affittati dal Sindacato degli Agricoltori. Il presidente Duchi, successore di Achilli, nel 1979, rendendosi conto che per mantenere forte l'organizzazione era necessario stabilire un'attiva collaborazione con la sede nazionale, convocò un'apposita assemblea, cui partecipò l'allora presidente di Confagricoltura Gian Domenico Serra, per deliberare il rientro della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi nella struttura di Confagricoltura. Il successore di Duchi, Mario Maestroni ha dovuto affrontare uno dei momenti più delicati per il settore agricolo da un punto di vista economico, caratterizzato dalla riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria). Nonostante le difficoltà tecniche di gestione della riforma e il conseguente adeguamento alla stessa, la Libera ha saputo cogliere con tempestività la relativa importanza e trasmetterla con incisività ai suoi soci. Dall'aprile 2008 il Presidente è Antonio Piva sostituito dal 2014 da Pierluigi Filippini. Dal mese di ottobre 2016 la poltrona di Presidente dell'Organizzazione è occupata da Renzo Nolli e dal mese di maggio 2019 da Riccardo Crotti.

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